Husserl e il pensiero della crisi
Edmund Husserl (1859–1938)
Nascita e formazione:
Edmund Gustav Albrecht Husserl nacque l’8 aprile 1859 a Prossnitz, in Moravia (oggi Prostějov, Repubblica Ceca), allora parte dell’Impero austro-ungarico, in una famiglia ebraica della media borghesia. Studiò matematica, fisica e filosofia a Lipsia, Berlino e Vienna. Fu allievo del grande matematico Karl Weierstrass e del filosofo Franz Brentano, che lo introdusse allo studio dell’intenzionalità della coscienza, concetto fondamentale del suo pensiero.
Insegnamento e carriera accademica:
Dopo aver conseguito il dottorato in matematica, Husserl si dedicò completamente alla filosofia. Insegnò prima a Halle, poi a Gottinga e infine a Friburgo, dove fu docente fino alla pensione. Tra i suoi allievi vi furono pensatori influenti come Martin Heidegger, Max Scheler, Roman Ingarden e Edith Stein.
Pensiero e opere principali
Husserl è considerato il fondatore della fenomenologia, un metodo filosofico che mira a “ritornare alle cose stesse”, cioè all’esperienza pura così come si dà alla coscienza, senza le distorsioni delle teorie o dei pregiudizi.
Opere fondamentali:
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Ricerche logiche (Logische Untersuchungen, 1900–1901): Qui critica il positivismo e lo psicologismo, e pone le basi della fenomenologia come metodo rigoroso per la filosofia.
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Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica (Ideen, 1913): Introduce concetti centrali come la riduzione fenomenologica e l’epoché (la sospensione del giudizio sul mondo naturale), per accedere all’essenza dell’esperienza.
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Lezioni di fenomenologia della coscienza interna del tempo e Meditazioni cartesiane (1929): approfondiscono temi come la temporalità, la soggettività trascendentale e il rapporto tra io e mondo.
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La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale (1936): un’opera tarda in cui analizza la crisi culturale dell’Europa moderna, criticando la perdita di significato umano nelle scienze naturali e auspicando un ritorno alla soggettività come fondamento del sapere.
Ultimi anni e morte:
A causa delle leggi razziali naziste, Husserl fu emarginato dal mondo accademico dopo il 1933, nonostante si fosse convertito al cristianesimo luterano. Venne isolato anche da alcuni suoi ex allievi, come Heidegger. Morì a Friburgo il 27 aprile 1938.
Husserl denuncia la perdita del significato "umano" della scienza, la quale:
- è diventata una mera scienza di fatti
- non è in grado di dare risposte alle domande fondamentali dell'esistenza
Inoltre afferma che la scienza ha elaborato una conoscenza astratta e matematica della natura, la quale:
ha sovrapposto un insieme di idealità astratte alla concreta esperienza vissuta, pertanto occorre inaugurare una filosofia che riscopra il senso perduto delle cose in rapporto alla soggettività.

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